Con il Decreto Crescita 2019 (Dl 34/2019) entra in vigore la misura Beni Strumentali (“Nuova Sabatini”).
L’articolo 20 del Decreto ha innalzato da 2 a 4 milioni di euro l’importo dei finanziamenti concedibili a ciascuna impresa e ha semplificato la procedura di erogazione con la possibilità di un’unica rata per importi inferiori a 100.000,00 euro.

COS’È?
La misura Beni Strumentali è l’agevolazione che il Ministero dello Sviluppo Economico ha reso disponibile ai fini di facilitare l’accesso al credito delle imprese e di accrescere la competitività del sistema produttivo italiano.
Tale misura sostiene gli investimenti per acquistare – o acquisire in leasing – macchinari, attrezzature, impianti e beni strumentali, ma anche hardware, software e tecnologie digitali.

CHI PUÒ USUFRUIRNE?
All’agevolazione hanno accesso le micro, piccole e medie imprese (PMI) che:

  • sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca
  • sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti (non in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali)
  • non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e non rimborsato – o depositato in un conto bloccato – gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea
  • non sono in condizione tale da risultare imprese in difficoltà
  • hanno sede in uno Stato Membro, purché provvedano all’apertura di una sede operativa in Italia entro il termine previsto per l’ultimazione dell’investimento

A QUALI SETTORI SI RIVOLGE?
Sono ammessi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca.

COSA FINANZIA?
I beni devono essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali per “impianti e macchinari“, “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni” ovvero spese classificabili nell’attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’articolo 2424 del Codice Civile, come declamati nel principio contabile nº16 dell’OIC (Organismo Italiano di Contabilità), nonché a software e tecnologie digitali.
Non sono, in ogni caso, ammissibili le spese relative a terreni e fabbricati, relative a beni usati o rigenerati, nonché riferibili a “immobilizzazioni in corso e acconti”.
Gli investimenti devono soddisfare i seguenti requisiti:

  • autonomia funzionale dei beni, non essendo ammesso il finanziamento di componenti o parti di macchinari che non soddisfano tale requisito
  • correlazione dei beni oggetto dell’agevolazione all’attività produttiva svolta dall’impresa

IN COSA CONSISTONO LE AGEVOLAZIONI?
Le banche e gli intermediari finanziari aderenti all’Addendum alla convenzione tra il Ministero dello Sviluppo Economico, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa Depositi e Prestiti S.p.A., si impegnano alla concessione di finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese per sostenere gli investimenti previsti dalla misura.
Allo stesso modo, il Ministero dello Sviluppo Economico prevede un contributo rapportato agli interessi sui predetti finanziamenti.
L’investimento può essere interamente coperto dal finanziamento bancario (o leasing) e quest’ultimo, che può essere assistito dalla garanzia del Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese fino all’80%, deve essere:

  • di durata non superiore a 5 anni
  • di importo compreso tra 20.000 euro e 2MLN di euro
  • interamente utilizzato per la copertura degli investimenti ammissibili

L’ammontare del contributo del Ministero dello Sviluppo Economico è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di 5 anni e di importo uguale all’investimento, a un tasso d’interesse annuo pari al:

  • 2,75% per gli investimenti ordinari
  • 3,575% per gli investimenti in tecnologie “Industria 4.0” (tecnologie digitali e sitemi di tracciamento e pasatura dei rifiuti)

 

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