L’importanza della contaminazione controllata dell’aria nei locali di lavorazione alimentare

In molte attività produttive dell’industria alimentare occorre che l’aria abbia determinati requisiti per permettere la buona riuscita del ciclo di produzione e il mantenimento di condizioni ottimali per la self life dei prodotti.

Tale condizione può essere raggiunta attraverso un’appropriata progettazione degli ambienti di lavoro e dei relativi sistemi di climatizzazione; in questo caso si parlerà di impianti a “contaminazione controllata”. Molti processi produttivi devono essere necessariamente realizzati in aree a contaminazione controllata note anche come aree bianche.

Cosa sono le aree bianche?

La tipologia dei contaminanti da controllare è strettamente dipendente dal processo. I contaminanti da controllare non possono essere rappresentati solo dal particolato aeroportato, ma anche, più in generale, da aeriformi presenti negli ambienti. Normalmente una camera nella quale viene tenuto sotto controllo il particolato aeroportato viene definita camera bianca o clean room.

Il passaggio dal concetto di camera bianca a quello di impianto a contaminazione controllata implica che la camera bianca non sia più un’entità autonoma che fornisce prestazioni riproducibili. Diventa una componente del sistema di produzione le cui prestazioni devono essere stabilite in funzione di tutta la catena produttiva. Tenendo presente che parte del pulviscolo aeroportato è costituito dalle UFC (unità di colonie sovrapposte), capiremmo perché questi impianti siano fortemente richiesti, nonostante la loro adozione comporti variazioni del processo produttivo, della manutenzione e del management.

Progettare un efficace impianto di ventilazione a contaminazione controllata

Il progetto di un impianto di ventilazione a contaminazione controllata deve tenere conto che la ventilazione è parte dell’impianto di processo; la definizione delle caratteristiche funzionali deve essere fatta in funzione dell’analisi del rischio applicata all’intero processo.

Il processo del controllo della contaminazione parte da un’analisi del rischio di contaminazione nelle varie fasi produttive, coinvolgendo procedure, sistemi di misura, definizione dei parametri di allerta e allarme, movimentazione delle persone, delle attrezzature, delle materie prime, dei prodotti finiti e dei materiali di scarto.

La necessità di tenere sotto controllo tutte le fasi produttive ha indotto sin dall’inizio a regolamentare con delle normative rigorose tutte le fasi di progettazione, realizzazione, lavoro, manutenzione e gestione delle clean room.

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